Community engagement: attiviamo un confronto

Ecco perchè, con l’evento Fare spazio, abbiamo deciso di avviare un confronto con accademici, professionisti ed esperti nell’ambito dell’innovazione sociale

I luoghi non sono neutrali, ed i processi di trasformazione sociale attorno ai luoghi e agli spazi fisici non possono avvenire senza il coinvolgimento di più persone ed organizzazioni, portatrici di diverse volontà e visioni del mondo.

E’ da questi presupposti che come Agenzia LAMA abbiamo iniziato a riflettere su quali fossero le strategie e le pratiche di coinvolgimento di comunità nelle iniziative di innovazione sociale. L’esperienza di questi primi 5 anni di progettazione, costruzione e gestione di Impact Hub Firenze ci ha infatti portato ad interrogarci sull’equilibrio delicato e dinamico che lega spazi, comunità e contenuti nella facilitazione e nel design dei processi di cambiamento sociale.

Consapevoli del fatto che i processi di community engagement sono alla base di tante iniziative di innovazione e sviluppo anche nei progetti di cooperazione internazionale, il 5 Ottobre, nell’incontro dal titolo “Fare Spazio”, abbiamo invitato a confrontarci sulle rispettive esperienze alcune tra le realtà più rilevanti in questo ambito: Oxfam Italia, COSPE, CEFA, Associazione Pontes. A queste abbiamo affiancato il percorso in ambito nazionale svolto da ANCI, oltre alle prospettive portate da professionisti nella cooperazione internazionale, nel design dei servizi, nella formazione.

L’incontro, ha seguito la logica del “convening”, riunendo accademici, professionisti ed esperti nell’ambito dell’innovazione sociale per esplorare le metodologie, discutere casi di studio e stabilire un terreno comune di confronto. L’idea alla base del convening è quella di aprire un dialogo aperto a tutti, dove il tema trattato si arricchisce in modo incrementale, in più sessioni, grazie all’incontro conviviale tra attori molto diversi tra loro, che in alcuni casi si rivelano alleati preziosi ed inaspettati anche per lo sviluppo di progetti ed iniziative future. La ricerca attivata da questo tipo di processi non deve avere un obiettivo prestabilito in modo rigido da chi sta ospitando la conversazione, ma viene indirizzata dal tavolo stesso, attraverso la relazione tra i partecipanti.

In un mondo in rapida e continua evoluzione è sempre più importante immaginare dei momenti in cui il confronto sia organizzato in maniera fluida, i cui risultati siano aperti e fruibili a tutti. Al tempo stesso, è importante organizzare dei momenti in cui l’intelligenza collettiva viene “registrata”, in cui le esperienze pratiche vengono messe a terra ed i punti in comune vengono collegati, generando una narrazione più ampia e polifonica sul tema trattato.

I risultati del primo incontro di “Fare Spazio”, che ha visto la partecipazione di 30 persone. Sono molti i contenuti emersi, dalla necessità di non avere obiettivi progettuali troppo rigidi, alla creazione di nuove figure professionali esperte di animazione territoriale, al focus sulle comunità prima ancora che sugli spazi. Per approfondirli, leggi il report dell’incontro.

 

Nel corso del 2019 organizzeremo altri momenti di incontro, in cui il tema del community engagement sarà declinato su nuovi ambiti ed obiettivi, indagando ancora assieme le esperienze vissute nell’attivare dinamiche collaborative e nel progettare spazi fisici e relazionali.

A breve, comunicheremo i prossimo appuntamenti!

La cura che cambia

Online il primo rapporto su sfide e modelli di salute collaborativa in Italia

 

E’ stato presentato ieri a Milano il primo rapporto “La cura che cambia” sulla salute collaborativa in Italia, promosso da Nesta Italia e realizzato in collaborazione con LAMA, Wemake, e il supporto di Unicredit (qui l’agenda della giornata).

Il rapporto introduce un nuovo concetto, quello di “salute collaborativa”, che vede nelle persone e nella loro capacità di attivarsi e collaborare la principale risorsa per rafforzare il sistema sanitario e di welfare, e dare risposta alle attuali sfide del contesto italiano.
Le dinamiche demografiche ed epidemiologiche (invecchiamento della popolazione e diffusione delle malattie croniche in primis) stanno infatti portando a un rapido aumento della domanda di cure, e al contempo a una trasformazione del tipo di bisogni espressi dalle persone, che necessitano maggiore continuità, personalizzazione e integrazione dei servizi, e richiedono un’attenzione sempre maggiore al lato relazionale e “umano” dell’assistenza. Inoltre, l’aumento costante delle disuguaglianze nella salute Italia segnala la presenza di una grande sfida legata all’equità dei sistemi di prevenzione e cura.

La salute collaborativa si propone come un nuovo paradigma di innovazione, in grado di offrire risposte sistemiche grazie al fatto di puntare non solo sulla trasformazione dei servizi (con nuove tecnologie, modelli organizzativi, ecc.) ma anche sull’empowerment dei pazienti e sull’attivazione delle comunità.
Nel report, vengono mappate le iniziative di salute collaborativa italiane organizzate in tre filoni:
– App&Device, per le esperienze di empowerment e collaborazione abilitate dalle tecnologie;
People&Community, per le innovazioni che fanno leva sulle relazioni, la collaborazione e le comunità;
Open Care, per le soluzioni basate su processi di co-progettazione e innovazione aperta.

All’interno della ricerca LAMA ha curato l’analisi del contesto ed il framework concettuale, delineando le caratteristiche principali dei tre filoni e definendo ulteriori dimensioni complementari. Inoltre, ha contribuito alla mappatura dei casi e alla produzione di raccomandazioni finali rivolte a sistemi sanitari, imprese e attori del mondo non profit.

Questo lavoro è il frutto di oltre 10 anni di esperienza diretta di LAMA nell’accompagnamento e valutazione d’impatto di iniziative di innovazione nel campo della salute, in Italia e nel mondo, e del contributo dato da un gruppo di esperti e stakeholder coinvolti tramite interviste qualitative, alcuni dei quali hanno anche partecipato all’evento del 23 ottobre a Milano, nella sessione dedicata agli innovatori e gli esperti, moderata da Elena Como responsabile di ricerca di LAMA.

Il rapporto è scaricabile QUI (pdf, 13 MB)

RASSEGNA STAMPA:

Nova (Il Sole 24 Ore) 

Vita

Eventi - La Cura Che Cambia

09/11 What’s next on making?! OpenMaker – il nostro progetto sulla manifattura 4.0

Intelligenza diffusa per la manifattura di domani

OpenMaker è un acceleratore per la sperimentazione diffusa e open di innovazione 4.0 nella manifattura italiana.

Attraverso una piattaforma on line e una serie di eventi sul territorio italiano, OpenMaker crea community distribuite e multidisciplinari per rendere più efficiente e competitiva l’industria italiana.

Storia, know-how, tradizione, sapere imprenditoriale, sono tutti aspetti che rendono la manifattura un volano importante per lo sviluppo e la crescita della Toscana, dell’Italia e dell’Europa, a patto che si sappia innovarli e renderli competitivi verso le sfide del presente.

Una community di innovatori per la manifattura 4.0

Oggi, un’intera generazione di makers e innovatori in tutto il mondo sta sperimentando l’innovazione aperta e distribuita, collaborando attraverso piattaforme digitali, tecnologie open source e spazi fisici di co-creazione come i fablab.

Sono i pionieri di un nuovo modello produttivo, che mette al bando la produzione e il consumo di massa in favore di un modello in cui il fare artigianale e la customization sono i caratteri portanti, la produzione è un’esperienza, e l’innovazione è orizzontale e collaborativa. Questa nuova making economy è quella in cui si dà valore alle conseguenze e al contesto, rendendo obsolete le supply chains globali ed i modelli di business tradizionali.

OpenMaker mira a favorire la transizione verso questo nuovo modello produttivo, mettendo in rete innovatori, makers, imprenditori della manifattura, ricercatori e appassionati di tecnologie, favorendone la collaborazione diffusa.
Attraverso opportunità di ispirazione, networking, conoscenza e finanziamento per lo sviluppo di idee e prototipi innovativi, OpenMaker accelera il passaggio verso la manifattura 4.0.

Non solo dire, ma FARE: qui potete vedere i prototipi VERI nati da questa collaborazione

PROSSIMI APPUNTAMENTI: 9 Novembre 2018 c/o Impact HUB Firenze, evento nazionale di presentazione dei prototipi realizzati (invitation coming soon).

Resta sempre aggiornato con la Newsletter OpenMaker

 

05/10 FARE SPAZIO: community engagement e spazi collaborativi nei progetti di cooperazione internazionale

Una tavola rotonda in cui ONG e associazioni condivideranno le esperienze maturate in progetti di cooperazione internazionale e nazionale sul recupero di spazi in disuso attraverso dinamiche di community engagement per la creazione di spazi collaborativi – dal coworking al centro comunitario.

La tavola rotonda articolerà il confronto attorno a queste domande:

  • Quali metodi sono stati utilizzati per stimolare la partecipazione delle comunità coinvolte nel vostro progetto? Quali sono state le lezioni apprese dall’utilizzo di questi metodi?
  • Avete accompagnato lo sviluppo di competenze dei soggetti coinvolti? Su quali competenze avete lavorato? Quali sono stati i learning outcomes? E quali i risultati in termini di empowerment individuale e collettivo?
  • Quali sono le nuove forme di lavoro e professionalità che emergono da questa esperienza? Che domanda di lavoro si esprime nelle dinamiche generate attraverso questo tipo di interventi?
  • Quali sono state le sfide legate alla governance degli spazi?
  • Quali sono state le sfide legate al trasferimento di metodi, competenze e modelli? Quali le opportunità date dalla possibilità di lavorare in network ed in partnership con realtà che svolgono attività simili in altri contesti?

“Fare Spazio” è un evento organizzato da LAMA ed Oxfam Italia, con la partecipazione di ACRA, ANCI Toscana, Associazione Pontes, COSPE, Impact Hub Firenze

La tavola rotonda si terrà il 5 Ottobre, dalle 18.00 alle 19.30, nello Spazio Eventi di Impact Hub Firenze.

Per partecipare è gradita l’iscrizione, qui.